Unicalce ha messo a punto una tecnica di “pre-screening” basata su un approccio multi-analitico integrato “in situ” in grado di offrire una caratterizzazione rapida e affidabile di grandi volumi di materia prima carbonatica superando il problema del controllo della qualità in laboratorio e della rappresentatività del singolo campione.
Questo approccio permette attraverso l’uso sinergico di specifici sensori mobili, la caratterizzazione rapida della roccia carbonatica utilizzata per la produzione della calce. Il progetto, di cui riporta un’interessante descrizione l’importante rivista International Cement Review*, è stato sviluppato in collaborazione con il CNR, lo spin-off universitario Petrologic Synergy e l’Università di Siena e ha richiesto oltre tre anni di lavoro.
In cosa consiste? La metodologia prevede l’applicazione di quattro tecniche analitiche “in situ” non distruttive (Spettroscopia Raman – RS, spettroscopia di riflettanza – Vis-NIR, spettroscopia di plasma indotto da laser – LIPS, spettroscopia in fluorescenza ai raggi X – XRF) in grado di effettuare la caratterizzazione della materia prima in previsione dell’apertura di un nuovo fronte di estrazione in cava, monitorando le principali caratteristiche chimico-fisiche-petrografiche delle rocce carbonatiche al fine di potere disporre, in modo esteso e veloce, di una affidabile restituzione in termini di mappatura spazio-temporale del giacimento a tutto vantaggio di un processo estrattivo mirato ed efficiente.
I sensori impiegati accoppiati alla caratterizzazione petrografica permettono di identificare e conoscere le qualità della materia prima, prima della sua estrazione dal giacimento, quali la dimensione e la distribuzione granulometrica cristallina oltre alla caratterizzazione chimica della roccia carbonatica e alla relativa quantità di magnesio presente, tutti elementi che nell’esperienza di Unicalce concorrono alla produzione di calce di elevata qualità in grado di soddisfare le richieste dei mercati in cui la calce è utilizzata.
Questo progetto costituisce un importante passo avanti nell’approccio sempre più consapevole dell’attività estrattiva da cava, ponendo il rispetto dell’ambiente e la sua conservazione al centro delle scelte industriali.
*L’articolo originale pubblicato sulla rivista è consultabile in abbonamento